French toast in questo caso con la nutella. La prima menzione compare tra le ricette romane di Apicius intorno al IV-V secolo; la ricetta parlava di immergere il pane nel latte, ma non nelle uova, e non forniva un nome specifico, solo aliter dulcia “un altro dolce”.
Con le denominazioni di suppe dorate e soupys yn dorye, il piatto era largamente conosciuto nell’Europa medioevale. Per esempio, il maestro Martino da Como ne forniva la ricetta. Il French toast era spesso servito con selvaggina e carni.
In questo ambito la parola “zuppa” si riferiva al pane immerso in un liquido. Il nome francese più in utilizzo è pain perdu ‘”pane perduto”, per sottolineare l’utilizzo del pane raffermo per la ricetta. Oggigiorno in francese il termine ha assunto il significato metaforico di “costi irrecuperabili”. Una ricetta tedesca del XIV secolo utilizza il nome di Arme Ritter (“poveri cavalieri”), un nome utilizzato anche in inglese come poor knights e lingue germaniche settentrionali. Nello stesso secolo Taillevent presenta la ricetta come tostées dorée.
Vi furono anche ricette inglesi del XV secolo per il pain perde. Un termine austriaco e bavarese per indicare il piatto è pafese o pofese, dalla zuppa alla pavese, riferita alla città italiana di Pavia. L’accezione quotidiana del French toast prevede la frittura, novità probabilmente introdotta negli Stati Uniti, dove il piatto vede maggiore diffusione.



